30.09.10
A cura di. Quando l'arte contemporanea entra nei luoghi di cura

Il 7 ottobre, in occasione della dodicesima “Giornata nazionale dei risvegli”, al MAMbo di Bologna artisti, curatori e professionisti della sanità a confronto sul rapporto tra arte e terapia. Alessandro Bergonzoni: “L’arte non è utile ma duttile, non rianima ma anima”.

Il coma non solo come stato clinico ma come metafora dell’indifferenza, del disinteresse, del torpore mentale. L’arte come rimedio per risvegliare le coscienze e anche per rendere più vivibili gli ospedali, migliorando la qualità della vita di pazienti, familiari, medici e infermieri. Di arte, coma, salute, creatività e luoghi di cura si parlerà giovedì 7 ottobre al MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna (via don Minzoni 14), all’interno del convegno “A cura di: dialoghi tra arte contemporanea e terapia”, promosso dall’associazione “Gli amici di Luca” in collaborazione con il festival dell’arte Contemporanea, in occasione della dodicesima “Giornata nazionale dei risvegli per la ricerca sul coma” (ingresso libero).

L’incontro, organizzato con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Ministero della Salute, vedrà la partecipazione di artisti, critici e professionisti del mondo sanitario, che si confronteranno in un percorso attraverso le migliori esperienze europee di arte all’interno dei luoghi di cura. Saranno presenti Fulvio De Nigris dell’associazione “Gli amici di Luca” e direttore del Centro studi per la ricerca sul coma presso la “Casa dei Risvegli Luca De Nigris” di Bologna, il direttore del MAMbo Gianfranco Maraniello, la critica Angela Vettese (componente della direzione scientifica del festival dell’arte Contemporanea), lo scultore e pittore Ettore Spalletti, Rachel Even e Olivier Galaverna dell’organizzazione non profit francese “Art dans la citè” e Alessandro Bergonzoni, artista a tutto tondo, testimonial della “Giornata dei risvegli”.

Il “risveglio” sarà proprio il punto di partenza di un’ampia riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea all’interno dei luoghi di cura. Un connubio, quello tra arte e sanità, sempre più frequente, a livello nazionale e internazionale: reparti, sale d’attesa, luoghi dedicati alla socializzazione all’interno degli ospedali, spesso diventano infatti spazi di intervento e di confronto tra artisti, pazienti, familiari e intere comunità ospedaliere. Ne è esempio “Existance”, un intervento site-specific concepito da Ettore Spalletti, Mimmo Paladino e Alessandro Bergonzoni per la “Casa dei Risvegli Luca De Nigris”: promosso dall’associazione “Gli amici di Luca” e coordinato dall’Azienda Usl di Bologna, “Existance” sarà presentato durante il convegno dalla curatrice, l’architetto Claudia Raimondo.

“L’idea di affidare a un gruppo di artisti la progettazione di uno spazio all’interno della ‘Casa dei Risvegli Luca De Nigris’ è venuta in modo naturale - dice Fulvio De Nigris -. La ‘Casa dei Risvegli’, pur nella sua definizione di luogo di cura, si connota infatti come un luogo di vita, incentrato sulla famiglia e aperto a tutta la città e il progetto ‘Existance’ accentuerà ancora di più questo suo carattere”.

“‘Existance’ - continua De Nigris -, data anche la sua posizione al termine degli appartamenti sedi della degenza, è stata subito pensato come luogo di riflessione, di raccolta, momento in cui si sviluppano le emozioni che scaturiscono nel luogo, nel tempo della permanenza. Sarà dunque uno spazio per i familiari, per gli operatori e per gli stessi pazienti, ma al tempo stesso sarà un luogo che si proietta al di fuori della ‘Casa dei Risvegli Luca De Nigris’, verso i percorsi della vita cittadina”.

“Da quando collaboro con la ‘Casa dei Risvegli’ - aggiunge Alessandro Bergonzoni - ho capito che si deve far p’arte, ci si deve addentare, scordando di arredare o esporre, ma ricordando di colmare. L’artista può sottolineare ancor di più la differenza tra emozione e rimozione, e chi fa, chi inventa, chi crea, deve studiare con chi vive l’isolamento, la condivisione dei momenti, la spartizione delle aspettative, la fobia dell’incertezza, l’ammutinamento delle energie, il giorno letto e riletto, le diagnosi dell’attesa, il soffrire e l’offrirsi”. L’artista, continua Bergonzoni, deve “mettere in mostra l’ombra inguardata e non l’inguardabile, perché l’arte non è utile ma duttile, non rianima ma anima”.

Nel corso del convegno al Mambo, una panoramica sulle migliori esperienze europee di arte negli ospedali sarà inoltre tracciata da Rachel Even e Olivier Galaverna, rispettivamente direttrice artistica e direttore sanitario dell’organizzazione non profit francese “Art dans la citè”. L’associazione, nata a Parigi nel 2003, ha promosso nel 2009 la prima edizione del “Festival européen des arts visuels à l’hôpital” che ha coinvolto dieci artisti internazionali nella realizzazione di progetti in nove ospedali europei. Dal Festival è nata nel 2010 la “Biennale européenne des arts visuels à l’hôpital”: attualmente in corso, terminerà con la premiazione nel settembre 2011 (http://artdanslacite.eu/biennale).

 

Per informazioni:
Associazione “Gli amici di Luca”, tel. 051 6494570, sito web www.amicidiluca.it
festival arte Contemporanea, sito web www.festivalartecontemporanea.it