Pier Luigi Sacco presenta il caso Faenza alla 16. Conferenza Internazionale sull’Economia della Cultura, in corso a Copenhagen dal 10 al 12 giugno.
Faenza laboratorio di cultura, creatività, innovazione: questo è il volto della città a livello internazionale, dal distretto culturale al festival dell’arte Contemporanea.
Il caso di Faenza, grazie al suo percorso verso il distretto culturale evoluto, è protagonista alla 16. Conferenza internazionale sull’Economia della Cultura in corso a Copenhagen, promossa ogni due anni da ACEI, The Association for Cultural Economics International che raccoglie i più autorevoli esperti e studiosi della materia a livello internazionale. La Conferenza rappresenta il momento di confronto sulle più avanzate esperienze di sviluppo culturale al mondo, affrontando tematiche quali le politiche di sviluppo culturale del territorio, i mercati e i consumi culturali, il turismo culturale, le industrie creative.
L’esperienza di Faenza sarà presentata all’interno di uno dei panel dedicati alla creatività condotto da Pier Luigi Sacco, direttore scientifico di goodwill e del progetto Moto d’Idee del distretto culturale di Faenza, oltre che ideatore e fondatore insieme a Alberto Masacci del festival dell’arte Contemporanea, di cui è membro della direzione scientifica. Tema del paper che verrà presentato in questa occasione è la strada italiana allo sviluppo a base culturale e il modello di Faenza, a quattro anni dall’attivazione del progetto “Moto d’idee. Faenza verso il distretto culturale evoluto”, promosso dall’Amministrazione Comunale e stimolato dagli operatori culturali del territorio, in cui si inserisce il festival dell’arte Contemporanea di cui si è da poco conclusa la terza edizione, promossa dal Comune di Faenza e da goodwill.
Proprio la terza edizione del festival ha dimostrato la forte crescita della città sul fronte della cultura, della creatività dell’innovazione: sono state oltre 80 le iniziative promosse dagli operatori culturali e non solo del territorio, con un programma di eventi off che ha accompagnato la preparazione al festival e che è culminato nelle tre giornate dell’evento. Una crescita che, ha dichiarato Pier Luigi Sacco, è stata non solo quantitativa, ma ha dimostrato una grande maturazione nella capacità di progettare, offrire e vivere la cultura. Non a caso proprio in questa occasione hanno aperto nuovi spazi culturali e si sono configurate vere e proprie zone “ad alta densità culturale”, come il distretto A.